Campagna

CENNI STORICI DELLA CITTÀ DI CAMPAGNA

Tracce certe dei primi insediamenti si hanno a partire dal IV sec. a.C. come testimoniano i ritrovamenti di numerose tombe alla località Piantito e Palazza e nelle zone di  Oppidi, Serradarce, Tuori e Saginara.

Le prime notizie documentate dell’esistenza di un centro abitato con il nome “Campagna” si incontrano soltanto dopo l’anno mille, in una pergamena del 1056, dove si parla di “castellum Campaniae”.
Nel XII e XIII secolo, nei documenti locali, con “Civitatis Campaniae” si indica il centro abitato dell’attuale Campagna.

Le vicende storiche di Campagna che vanno dal periodo Longobardo a quello Svevo e Angioino sono legate al Principato di Salerno. Il feudo di Campagna è controllato dai Sanseverino fino al momento della partecipazione della famiglia alla congiura contro Federico II di Svevia per cui, in conseguenza del loro tradimento, viene completamente distrutto il Casale di Sant’Angelo a Palmentara e la popolazione si ritira ancora di più nell’interno  ampliando i casali intorno al castello “Girone”.

Alla fine del XIV secolo il Feudo passa, per successione, al Conte Raimondello Del Balzo Orsini ma, in seguito alla rivolta dei baroni contro la Regina Giovanna D’Angiò, ritorna al demanio reale e, nel 1437, viene assegnato alla famiglia del Duca Orsini di Gravina. Con gli Orsini Campagna vive un periodo di relativa calma, tanto da poter essere definito un luogo sicuro e confortevole, nel 1420 raggiunge circa 14.000 abitanti, suddivisi in 1700 famiglie.

Nel ‘400 si configura il nuovo assetto urbanistico di Campagna con i tre casali principali che compongono la città: Il primo è la Giudeca, situato in mezzo agli altri con la Chiesa parrocchiale e con il vescovado, eretto prima col titolo di S. Maria della Giudeca; Il secondo Casale con la sua chiesa parrocchiale si chiama Zappino; Il terzo Casale è S. Bartolomeo, comunemente conosciuto come “Parrocchia”. A questi, si aggiunge, nel periodo che va dal 1370 al 1441, un altro Casale, chiamato Casalnuovo perché più recente degli altri, che si sviluppa tra la chiesa della Trinità, la nuova sede degli Agostiniani, e la Piazza Mercato.

Il ‘500 rappresenta un secolo fiorente per lo sviluppo urbanistico di Campagna che si arricchisce di nuove fabbriche religiose e civili, sorgono cappelle e palazzi nobiliari, si dà l’avvio alla costruzione della basilica cattedrale S. Maria della Pace che sostituisce la preesistente collegiata di Santa Maria della Giudeca, ormai demolita completamente. La presenza di numerose fabbriche religiose è dovuta essenzialmente alla sempre maggiore importanza che Campagna acquista grazie alla Sede Vescovile, istituita a partire dal XVI secolo per volere del Papa Clemente VII.

Il 23 luglio 1532, sotto Carlo V, a Ratisbona, il feudo di Campagna viene concesso ad Onorato Grimaldi di Monaco col titolo di Marchesato. Durante la lunga guerra dei Trent’anni, la Spagna assorbe enormi ricchezze da tutte le province dell’impero, con gravi ripercussioni anche nel piccolo feudo di Campagna che, già a lungo provato dall’amministrazione dei Grimaldi, subisce un’ulteriore fase di regressione.

Tra il 1632 e il 1644 a seguito dei moti di Masaniello che infiammano Napoli e si diffondono in tutto il salernitano, i cittadini di Campagna partecipano alla rivolta, soprattutto contro gli agenti e gli uomini del marchesato creando seri disordini in città. Ma ben più gravi sono le conseguenze della grande pestilenza del 1656, che riduce di un terzo la popolazione campagnese. Nel 1673 il Feudo di Campagna passa al Regio Demanio, che ogni anno ne assorbe le entrate e, nel 1692, è acquistato da Niccolò Pironti col titolo ducale.

Nel corso del Settecento, i Duchi Pironti modificano e completano l’impianto urbanistico della città riempendo gli spazi vuoti rimasti nei vari quartieri e riparando i numerosi danni causati dal terribile terremoto del 1694.  Nei secoli successivi Campagna segue le vicissitudini che incontra tutto il Mezzogiorno d’Italia ma, mentre le vicende politiche che interessano la città sono numerose, non si può dire la stessa cosa della sua vicenda urbanistica che può dichiararsi in un certo senso conclusa.

Con il terremoto del 1980 alcune parti importanti del tessuto urbano si perdono in seguito alla demolizione di interi isolati. Inoltre i crolli non risparmiano neppure molti edifici storici della città come la Cattedrale, la Chiesa dell’Annunziata e il Monastero di S.M. Maddalena, che oggi portano ancora i segni della devastazione, o il Complesso Conventuale della SS. Concezione andato completamente distrutto.