Il Museo della Memoria aderisce alla Giornata del Contemporaneo

Il Museo della Memoria ha aderito alla Giornata del Contemporaneo, l’evento nazionale promosso da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, con l’opera di Amodio De Martino dal titolo “Asteroide Coronavirus”.

Un’opera la cui forma, le protuberanze, l’estensione delle stesse su tutta la superficie fanno pensare ad un meteorite che ha colpito in pieno la Terra.

L’esperienza che stiamo vivendo è traumatica per tutti.

L’autore ha voluto interpretarla creando una commistione tra parte esterna e parte interna. La prima, lasciata quasi intatta, sta a indicare la pericolosità dell’oggetto; la seconda, finemente lavorata, evidenzia lo sforzo e le reazioni individuale e collettiva al fine di risollevare la società dagli effetti devastanti della Pandemia.

L’opera declina insieme la speranza e le paure del momento.

The form, the bumps, the extensions of those ones all over the surface did think about a meteorite that hit full earth and the experience has been shattering for all of us.

The author  intended to create an intermingling between external part, left almost intact to signify the danger of the object, and, in continuity, the very fine manufacture of the parts to underline the effort and the individual, global and state reaction to raise all the society from the devastating effects of the pandemia.

The work combines hope and fear of this moment.

PRESENTAZIONE DELL’ARTISTA

AMODIO DE MARTINO, nato ad EBOLI in provincia di Salerno, il 18/10/1941, professore di matematica. 

Appartenente ad una generazione che, nata alla fine dell’ultima guerra, ha vissuto la propria fanciullezza e gioventù tra ristrettezze ed esigenze educative di un tempo di “vecchio stampo”, fatto di scoperte, di giochi basati sul “fai da te” a contatto con la natura e di inventiva personale.

In questa realtà l’artista si è formato usando la manualità e materiali minimi, avendo a disposizione il legno e i semplici strumenti per lavorarlo: così sono nate le prime fionde, pistole, sciabole e carrettelle, trasformate da adulto in sedie, sgabelli, mobili, librerie, lampade e infine sculture.

C’è in lui la tendenza e la forma mentis del “costruire” e “dell’osservare per imparare”. È stampata nelle sue opere l’idea del lavoro come necessità, come svago, come soddisfazione di realizzare con le mani e con gli strumenti un’idea in nuce che diventa poi opera.

Il 12 ottobre 2019, per la prima volta, ha partecipato, su invito della Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Eboli, alla 15^ Edizione nazionale e 3^ per Eboli, della “GIORNATA DEL CONTEMPORANEO” dell’AMACI.

Alcuni momenti della realizzazione dell’opera

www.giornatadelcontemporaneo.it

Altre opere di Amodio De Martino

LE SCULTURE

L’esperienza, la formazione culturale, le passioni e anche le delusioni hanno reso possibile intraprendere il cammino dello “scolpire” con attrezzi semplici e tanto lavoro.

Un “pezzo di legno”, le forme primordiali, le possibilità, il lavoro, la dialettica tra materia e mente, la realizzazione, il prodotto finale, il racconto di una realtà, l’idea concretizzata, il colore, i particolari.

Ecco, allora, i fatti, la realtà, le problematiche sociali raccontate attraverso le sculture ispirate ai fenomeni migratori del nostro tempo, allo scempio delle nostre colline, alla Pandemia con le sue fasi, a personaggi illustri, oppure a mostri fantastici e ad esseri extraterrestri.

Lo stile è quello di dare “corpo” ad un’idea.

I “fori” hanno il duplice significato di alleggerire ed evidenziare le venature più belle ed originali del legno, ma anche creare movimento e stile interpretativo, esprimendo i “vuoti”, come “buchi neri” di ciascuno di noi, del nostro inconscio, della “non conoscenza”.

(Amodio De Martino)

The cultural training, schools, propensities and passion, disappointment also, made possible to begin the journey of “sculpting” with simple tools and a lot of work.

From a “piece of wood”, reading the primordial forms and see the possibility, then the work “step by step”, realizing a dialectic between material and your mind that imagine, the act that realize, the final product that “tell” a certain reality, the satisfaction to see realized the initial idea, the colour, possibly, to better underline details.

So, then facts, reality, social problems narrated through sculptures.

Lamps and bowls for the house; then the migration phenomenon of our time, the ruin of our hills, the Pandemia with her phases, the tributes to famous persons.

Often, we use fantastic monsters, aliens to give the idea of fantasy, desire, irony, anxiety also.

The style is giving “body” to an idea. 

The holes have the double meaning to lighten and underline the inner parts, the most beautiful grains of the wood, but also, to create movement and interpretative style, expressing the “blanks” as black holes of everyone of us, of our unconscious, of the “no-knowledge”.

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